In un breve sutra, Buddha raccontò ai suoi discepoli la seguente parabola: C'era una volta un viandante che stava camminando su un prato quando improvvisamente si imbatté in una tigre. L'uomo si mise a correre e la tigre lo inseguì. Giunto nei pressi di un burrone, il malcapitato afferrò con le mani un arbusto di vite selvatica che era cresciuta proprio sul ciglio del precipizio e vi rimase appeso, sospeso nel vuoto, mentre la tigre continuava a fiutarlo dall'alto. Tremante di paura, l'uomo guardò in basso e vide che c'era un'altra tigre che lo aspettava di sotto, anch'essa per divorarlo. Tra i due predatori c'era solo quella vite che lo sosteneva. D'un tratto apparvero due topi, uno bianco e uno nero che a poco a poco iniziarono a rosicchiare la vite. L'uomo notò accanto a sé una succulenta fragola. Mentre con una mano si reggeva alla vite, con l'altra mano colse la fragola: **Com'era dolce!** Morale della favola: La prima tigre rappresenta il passato (ciò che è stato), l'altra è il futuro (ancora da venire), la vite è la nostra vita (l'esistenza), i due topi rappresentano il giorno e la notte (il tempo che scorre ineluttabile), la fragola è il presente (da apprezzare e godere perché unico e irripetibile). [[Quotes]]