«愛 ai o dell’amore che sussurra»
Ai 愛è la parola che significa «amore» in giapponese.
Il professor Shirakawa, lo studioso che dedicò allo scavo linguistico dei caratteri cinesi la sua vita, leggeva nel kanji di «amore» l’atto di una persona che si allontana e il cui cuore viene, in qualche modo, trattenuto alle spalle. È come il lasciarsi indietro un sentimento, o meglio il proprio cuore (kokoro 心), che non a caso compare al centro di ai. È il cuore che resta di poco più in là, nella propria scia, che fa esitare il passo di chi si allontana.
Anticamente 愛 si leggeva kanashi, ovvero «triste», «melanconico»: un’assonanza che giustifica quel che accade negli ingranaggi di questo ideogramma, perché lasciare indietro il proprio cuore, è quanto accade a chiunque sia coinvolto nell’amore; si è presenti a se stessi e tuttavia ci si sente incompleti, come tirati indietro da qualcosa di impalpabile, un appiglio emotivo che non rende liberi di allontanarsi da dove si trova chi si ama.
📚 da «Wa, La via giapponese all'armonia »
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